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«Politica miope e disorientata»: il cardinale di Torino Repole e il caos dopo il referendum. «Giovani alle urne per salvare la Costituzione»

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di Teresa Cioffi

Dopo la vittoria del No e l’alta partecipazione dei giovani, esplodono tensioni e dimissioni: l’analisi del cardinale Repole

«Al caos delle parole pre-voto è seguito un altro caos, quello post-voto. Forse non siamo neppure capaci di reagire a uno choc che, invece, richiederebbe una risposta». Il cardinale Roberto Repole tenta di non abbandonarsi a «salomoniche sentenze» ma cerca di ragionare su uno scenario politico che gli pare miope e disorientato. Prima la campagna per il referendum, tra voli pindarici e cadute. Poi la vittoria del «no» con oltre il 70% degli under 35 che si è recato alle urne, come riporta Youtrend. Infine il tornado post-referendum che, tra gli altri, ha portato le dimissioni del biellese Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, ed Elena Chiorino, declassata da vicepresidente della Regione ad assessora, a seguito del caso «Bisteccheria d’Italia».

Nella sua analisi, Repole è partito dai giovani: «Hanno voluto salvaguardare la Costituzione. Sono meglio di come vengono rappresentati». Si è rivolto a loro in occasione dell’incontro Cristiani in politica, giovani e partecipazione per il bene comune, pensato dall’Arcidiocesi di Torino e svoltosi all’Istituto Sociale. Sul palco i ragazzi che hanno partecipato ai laboratori di educazione

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