di Rita Maria Stanca
L’automazione doveva uccidere il codice. Invece ha scatenato la caccia al talento: chi governa l’algoritmo oggi vede lo stipendio salire del 15% con punte del 30% per i senior
L’illusione era semplice: un prompt ben scritto, un clic, e l’intelligenza artificiale genera un’applicazione funzionante. L’idea di un mondo in cui il software si scrive da solo, abbattendo tempi e costi, è sembrata per mesi a portata di mano. Nel 2026, però, la realtà è più complessa. Produrre codice non è mai stato così facile; trasformarlo in valore per un’azienda, invece, non è mai stato così difficile. Da qui nasce un paradosso. Mentre le grandi aziende tecnologiche razionalizzano i team più tradizionali, cresce la domanda di profili in grado di progettare, integrare e controllare sistemi basati su intelligenza artificiale. Secondo un’analisi di Data Masters, realtà italiana attiva nella formazione e consulenza tecnologica, la richiesta di specialisti in sistemi e agenti AI è aumentata del 38%, con retribuzioni che crescono fino al 15% sopra la media.
Il dato McKinsey: meno junior, più architetti
Il trend è confermato anche a livello globale. Nel report The State of AI 2025, McKinsey evidenzia come, nelle aziende che stanno




