
Il cantante della band cardine del britpop decisamente in forma al Fabrique abbraccia letteralmente il pubblico
A un certo punto è sceso dal palco e si è fatto abbracciare dalla folla, adorante, tutta. Lasciando felicemente interdetti in molti: ma era proprio lui o è stato un ologramma per l’intero concerto? No, era davvero Brett Anderson in carne ed ossa, con i suoi Suede ieri sera al Fabrique di Milano. Perché, dopo la stagione d’oro degli anni’90, mai si era visto così in forma l’eccentrico cantante della band cardine del cosiddetto britpop, solo un gradino sotto Oasis e Blur.
I passaggi italiani successivi erano sempre sembrati nel segno dell’affaticamento o della costrizione. Ieri invece no: mentre scorreva il film di un come eravamo per molti quasi cinquantenni in sala tra i disadattati di «Trash», gli abissi sintetici di «Animal Nitrate» fino all’edonismo sfrontato di «Beautiful Ones», Brett, la voce cristallina da sempre ad anni 58, si issava sull’amplificatore, scendeva più volte davanti alla prima fila fino appunto a letteralmente immergersi nel pubblico. Decisamente a suo agio finalmente, con sé stesso e la sua, nostra, storia.
28 marzo 2026
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