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Marchioni-Scalera e il dio dell’amore, Peaky Blinders, Mikkelsen il vichingo, l’horror di Zazie Beetz e altri 6 film al cinema o in digitale

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IL DIO DELL’AMORE. Nelle sale

Se date peso all’imprevedibilità dell’amore, e questa sensazione un po’ vi piace e un po’ vi disturba, se date retta ai capricci del sentimento ma li ritenete capaci di superare ogni ostacolo come un vento definitivo e incasinato che scompiglia i capelli e l’anima, allora non ci sono dubbi: Il dio dell’amore è il film che fa al caso vostro. Cinema corale, come le commedie più lievi di Woody Allen, come Love Actually o i più recenti Diamanti e FolleMente. La voce narrante è un Ovidio contemporaneo (Francesco Colella) pronto a stupirsi e a commuoversi, proiezione emozionata del poeta dell’amore vissuto duemila anni fa. L’omino racconta di coppie fragili, turbate, sbagliate, in crisi, a volte (quasi) perfette e subito dopo sfinite, in frantumi, a pezzi. Diverse per età, interessi, passioni, prospettive. Coppie elettriche, in attesa. Silenziose, nascoste, irregolari. E non è la solita battaglia dei sessi, orgoglio e sensi di colpa: gli uomini prevaricatori contro le donne sottomesse. È l’oscillazione esistenziale. 

L’amore fluido è la prassi e la salvezza: spesso aiuta a scansare i pensieri neri. L’Ovidio stazzonato e incredulo di Francesco Colella gira per le strade di Roma, da Fontana di Trevi ai Fori, seguendo il

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