Il fenomeno dei contagi da epatite A associati al consumo di molluschi continua a interessare il territorio italiano, con un progressivo allargamento dei casi dalla Campania al Lazio. I dati più recenti segnalano 120 contagi complessivi, di cui 50 nella sola Capitale, distribuiti tra le Asl Rm1 e Rm2. Una diffusione che, pur non configurando un’emergenza sanitaria secondo le autorità, mantiene alta l’attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, mentre a Napoli la psicosi collettiva sta avendo grosse ripercussioni su pescivendoli e ristoranti.
Le cozze contaminate e la ricostruzione della filiera
Secondo le prime ricostruzioni, l’origine del focolaio sarebbe legata al consumo di cozze contaminate provenienti dalla Campania, dove i primi casi erano già stati registrati nelle settimane precedenti. Le indagini puntano ora a ricostruire con precisione la filiera distributiva, con verifiche sui lotti coinvolti e il ritiro dei prodotti sospetti dal mercato. Il legame tra il virus HAV e i molluschi bivalvi è noto: questi organismi filtratori possono accumulare agenti patogeni presenti nelle acque di allevamento o raccolta. Una condizione che rende essenziale il controllo lungo tutta la catena produttiva, dalla raccolta fino alla distribuzione.




