
di Monica Ricci Sargentini
Intervista all’ex sindaco di Istanbul che rischia migliaia di anni di carcere: «Erdogan mi teme e per questo ha allontanato il Paese dallo Stato di diritto»
«Mi hanno messo in carcere, ma non ho perso la speranza: non possono ignorare la volontà del Paese». Dalla prigione di Silivri, l’ex sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu parla da detenuto ma soprattutto da candidato alle presidenziali del 2028. L’uomo che ha battuto per tre volte gli uomini dell’Akp, umiliando Recep Tayyip Erdogan nella sua amata città, oggi affronta imputazioni che, sommate, valgono migliaia di anni di carcere. Le respinge tutte e in quest’intervista esclusiva al Corriere della Sera accusa: «L’attuale presidente per paura di perdere il potere ha trasformato gli avversari politici in prigionieri e ha allontanato la Turchia dallo Stato di diritto».
Lei è in carcere da più di un anno con accuse che definisce politicamente motivate. Crede ancora di poter avere un processo equo?
«Vorrei che questo processo diventasse un punto di svolta per il ripristino dello Stato di diritto in Turchia. La mia fiducia non si basa soltanto sulle decisioni dei tribunali ma sulla coscienza di questo Paese, sul senso di




