
di Marco Cremonesi
L’impegno dei Berlusconi e le fibrillazioni nel partito dopo il voto
In principio fu il «colpetto» di Pier Silvio Berlusconi. Nel luglio scorso, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, fu più che freddino nei confronti dello Ius scholae su cui puntava Forza Italia: «Non mi sembra una priorità per gli italiani». Poi temperò: «Mi spiace per Tajani, così so di dargli un colpetto».
Va detto subito: Antonio Tajani resta saldamente al suo posto. Certo, Pier Silvio anche nello scorso dicembre aveva rilanciato sul rinnovamento di Forza Italia: «Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato». Cosa che la sorella Marina condivide. Ma la raccolta di firme guidata da Claudio Lotito che ha portato alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato non è da considerare il primo passo per arrivare alla caduta del segretario. Nel pomeriggio, filtra sulle agenzie anche «l’immutata stima» di Marina Berlusconi nei confronti di Tajani. Ma anche il sostegno a «una sempre maggior apertura della classe dirigente di Forza Italia».
È vero, però, che la primogenita del fondatore — che comunque preferisce non intervenire sulle scelte del partito — nei giorni scorsi ha




