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Donizetti Opera, il sipario si apre alla Scala: il prossimo novembre, il Festival parla ai giovani

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di Camilla Bianchi

Svelata la rassegna dedicata a Gavazzeni e che strizza l’occhio ai ragazzi. Tante le iniziative: visite guidate al teatro anche in inglese, concerti al mattino e lingua dei segni

«Senza il Maestro Gavazzeni non saremmo qui, al Teatro alla Scala. Ha avuto il merito di riportare in auge opere donizettiane dimenticate e noi continueremo su questa strada». Riccardo Frizza, direttore musicale e artistico del Donizetti Opera, ha presentato ieri nel ridotto Toscanini del teatro milanese l’edizione 2026 del Festival (dal 13 al 29 novembre), dedicata a Gianandrea Gavazzeni nel trentennale della sua scomparsa. No ai grandi titoli (a differenza della Scala che quest’anno ha in cartellone la Lucia di Lammermoor e L’elisir d’amore), sì alle rarità e alle edizioni critiche, al lavoro filologico e alle riscoperte, grazie al contributo del Centro studi della Fondazione Teatro Donizetti.

Il prossimo novembre andranno in scena al Donizetti «L’esule di Roma» e «Le convenienze ed inconvenienze teatrali», al Teatro Sociale «Alhaor in Granata». Frizza non dirigerà, sarà sul podio solo per il concerto dedicato a Gavazzeni (i cui protagonisti non sono ancora stati svelati, prevista anche una mostra diffusa che racconti il musicista e l’intellettuale). «Ho scelto di

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