di Stefano Righi
Unicredit rompe gli indugi: vuole la banca tedesca. Con la mossa che lancia l’Offerta pubblica di scambio le regole in Germania prevedono l’acquisto obbligatorio al superamento del 30 per cento del capitale
Rompere lo stallo. Lunedì scorso Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, si è deciso e ha annunciato la volontà di crescere oltre il 30 per cento nel capitale di Commerzbank, una delle tre banche tedesche rilevanti, le altre sono Deutsche e Hvb, quest’ultima da più di vent’anni nel perimetro del gruppo italiano.
Una mossa studiata nel dettaglio e attesa da diciotto mesi. Era l’11 settembre 2024 quando, rispondendo a una offerta del governo tedesco, che aveva manifestato la volontà di uscire dal capitale di Commerzbank dopo essere riuscito nel salvataggio, Orcel acquisì il 4,5 per cento del capitale della banca di Francoforte. Un’operazione amichevole e gradita a Berlino. Ma passarono pochi giorni e il mood cambiò completamente, perché Unicredit sul mercato raddoppiò la propria quota, diventando il primo azionista privato di Commerzbank e ponendo alla comunità finanziaria e politica tedesca interrogativi che ne aumentarono l’inquietudine.
Barricate
Si alzarono le barricate contro l’invasore italiano, dimenticando sia le enunciazioni di principio dell’Ue, sia gli esiti




