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Riparazioni dell’auto non concordate? Non sei obbligato a pagare

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La situazione è, purtroppo comune a molti automobilisti: il cliente lascia la propria auto in officina per un tagliando di routine; olio, filtri, i soliti controlli di rito. Al momento del ritiro, però, il meccanico presenta una fattura più alta: “Visto che c’ero ho cambiato anche i dischi dei freni e i braccetti, erano messi male”, dice. Certo, la sicurezza viene prima di tutto, ma c’è un problema: nessuno ha chiesto il permesso. In questi casi, la sorpresa spiacevole può trasformarsi in una vera e propria battaglia legale, ma la risposta del diritto italiano è secca: il cliente ha ragione.

COMANDA CHI PAGA

Quando si porta l’auto a riparare si sta stipulando quello che il Codice Civile definisce un contratto d’opera secondo l’articolo 2222 e successivi. In questo rapporto il meccanico si impegna a compiere un’opera a fronte di un corrispettivo, tuttavia il professionista non ha affatto carta bianca. Secondo i principi generali di correttezza e buona fede stabiliti dall’articolo 1175 del Codice Civile, ogni variazione rispetto a quanto pattuito deve essere autorizzata dal cliente.

Certo, tra gli obblighi dell’officina c’è quello di eseguire i lavori “a regola d’arte”. Tuttavia, se il meccanico rileva un guasto non previsto

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