di sara gandolfi
Bentrovati.
Le Nazioni Unite hanno stabilito ieri, con un voto all’Assemblea generale, che la tratta degli schiavi è «il crimine più grave contro l’umanità». È una risoluzione storica, fortemente voluta dal governo del Ghana che l’ha proposta e che da tempo rivendica delle riparazioni da parte delle nazioni che a suo tempo hanno sfruttato lo schiavismo.
Il documento identifica «la tratta transatlantica degli schiavi e la schiavitù razziale degli africani» come il crimine per eccellenza, a causa delle sue conseguenze di vasta portata: «La rottura definitiva che ha rappresentato nella storia mondiale, la sua portata, la sua durata, la sua natura sistemica, la sua brutalità e le sue conseguenze durature continuano a plasmare la vita di tutte le persone attraverso sistemi razziali di lavoro, proprietà e capitale». Inoltre, esorta gli Stati a valutare la possibilità di chiedere scusa per la tratta, di contribuire a un fondo per i risarcimenti e che le opere d’arte trafugate durante l’era coloniale vengano restituite ai Paesi di origine.
Centoventitre Paesi hanno votato a favore della risoluzione, sostenuta dall’Unione Africana, che non è legalmente vincolante
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