
di Marta Serafini
La stima dell’agenzia Reuters: è il blocco più grave nella storia moderna di Mosca
DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – Almeno il 40% della capacità di esportazione di petrolio della Russia sarebbe ferma dopo gli attacchi dei droni ucraini del sequestro di petroliere.
La stima è di Reuters e non è confermata dal Cremlino che parla invece di una domanda del petrolio russo in crescita. Secondo l’agenzia tuttavia, il blocco rappresenta la più grave interruzione delle forniture petrolifere nella storia moderna della Russia, il secondo esportatore di petrolio al mondo, e ha colpito Mosca proprio mentre i prezzi del petrolio superavano i 100 dollari al barile a causa della guerra con l’Iran.
La produzione petrolifera russa è una delle principali fonti di entrate per il bilancio nazionale ed è fondamentale per finanziare la guerra in Ucraina.
Nell’ultimo mese Kiev ha intensificato gli attacchi con droni contro le infrastrutture russe per l’esportazione di petrolio e carburanti, colpendo tutti e tre i principali porti occidentali di esportazione del petrolio russo, tra cui Novorossiysk sul Mar Nero e Primorsk e Ust-Luga sul Mar Baltico nonché il gasdotto Druzhba, che attraversa l’Ucraina fino all’Ungheria e alla Slovacchia. Obiettivo di




