di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
L’Autorità contesta una riorganizzazione dei sistemi di pagamento dei ticket restaurant e un allungamento dei tempi di rimborso che avrebbero aumentato i costi per la grande distribuzione con effetti sui prezzi finali
Non solo commissioni. L’istruttoria avviata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Edenred Italia (nota in Italia soprattutto per i buoni pasto Ticket Restaurant) e della controllante francese Edenred Se sposta l’attenzione su un terreno meno visibile ma decisivo: quello dei costi indiretti nella filiera dei buoni pasto.
Secondo quanto comunicato dall’Autorità, la società avrebbe attuato una strategia per trasferire oneri «del tutto ingiustificati» sugli operatori della grande distribuzione organizzata, dopo l’introduzione del limite normativo alle commissioni applicabili agli esercenti. Una riorganizzazione delle modalità di accettazione dei buoni elettronici — con l’eliminazione dell’integrazione diretta tra casse e piattaforme autorizzative — e l’imposizione di sistemi intermedi forniti da provider terzi, cui si aggiungerebbe un allungamento dei tempi di rimborso.
Il procedimento è stato aperto per un presunto abuso di posizione dominante, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Il nodo: oltre il tetto alle commissioni
Il caso si inserisce in un contesto normativo recentemente modificato.




