
di Mary Tota
La terza commissione del Csm ha deciso di comunicare alla giunta regionale che l’incarico di consigliere giuridico a Emiliano non è autorizzabile. Ma l’ex governatore ha bisogno di una soluzione ponte in vista delle Politiche 2027
Nel palazzo della presidenza sul lungomare Nazario Sauro, da ieri, si studia. Occorre capire, piuttosto in fretta, come rispondere alle osservazioni della terza commissione del Consiglio superiore della magistratura che ha dato l’alt alla richiesta di aspettativa dell’ex presidente della Regione, Michele Emiliano, per poter ricoprire il ruolo di consigliere giuridico del suo successore Antonio Decaro.
Una nota sintetica della Regione spiega quanto accaduto ed anticipato ieri dal Corriere: «Allo stato sorgerebbero alcune difficoltà di inquadramento nel ruolo previsto dalla Regione Puglia. Il presidente Decaro, in accordo con la III commissione, sta procedendo ad ulteriori approfondimenti con gli uffici regionali rispetto ai dubbi espressi dall’organo di autogoverno della magistratura». Più di questo non si dice. Perché la situazione è delicata e lo si intuisce anche dal silenzio dello stesso Emiliano.
È la seconda volta che dal Csm viene rispedita la richiesta di aspettativa avanzata dalla Regione, con l’indicazione di esplicitare meglio alcuni aspetti dell’incarico. La volta




