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Trump e la lobby araba

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Federico Rampini / CorriereTv

Venerdì arrivano in prossimità dell’Iran i primi contingenti di marines americani. Questo significa che da qui a venerdì tutto ciò che Trump sta dicendo su trattative in corso con l’Iran o con una parte del regime iraniano può essere vero. È possibile che siano cominciate le grandi manovre per una de-escalation e un accordo può essere invece pura tattica, nell’attesa che ci siano le condizioni sul terreno per un’operazione di terra.

Intanto su Trump si esercitano delle pressioni – di una natura abbastanza nuova  – dall’estero. Mi riferisco al fatto che nella destra americana c’è una corrente da tempo molto critica nei confronti di questa guerra che dice “Questa non è la nostra guerra. Questa è la guerra di Israele. Trump si è fatto manipolare da Netanyahu. Dobbiamo uscirne al più presto, perché non possiamo avere una politica estera e un’avventura militare che è manipolata, eterodiretta dagli interessi di Israele”. 

Questa è una polemica molto forte, soprattutto tra influencer mediatici della destra del mondo maga, del mondo America First. Nella realtà però, a fianco a l’indubbia influenza che Netanyahu ha su Trump, si sta sempre di più affermando un’influenza araba che va esattamente nella stessa direzione. Arabia

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