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Studio AlixPartners – Lauto europea è ancora nella tempesta perfetta. E la tregua è lontana

imageLa situazione dell’auto

È questa la nube più scura su un settore già in difficoltà. L’indice dell’Automotive migliora leggermente, passando da 76,7 a 74 punti, ma resta il più alto tra tutti i settori analizzati, a causa di numerosi fattori negativi.

AlixPartners cita i volumi stagnanti in Europa, la perdita del mercato cinese, la sovraccapacità produttiva (impianti saturi solo al 55%), la crescente pressione dei costruttori cinesi, le criticità della supply chain e l’incertezza normativa sulla mobilità elettrica.

A tutto questo si aggiungono gli ultimi sviluppi geopolitici. La guerra in Medio Oriente potrebbe innescare un picco dei costi energetici, sommato alla pressione sui prezzi, ai dazi e alle svalutazioni sull’elettrico, ormai oltre 80 miliardi di euro. Tra le conseguenze, AlixPartners segnala riorganizzazioni operative (come in Stellantis) e tagli alla capacità produttiva (come per Volkswagen in Germania).

Il quadro rischia quindi di peggiorare senza una rapida soluzione del conflitto. L’area del Golfo è strategica anche per alluminio e plastiche, materiali chiave per l’auto moderna. Non a caso Franco Bernabè, senior advisor di AlixPartners, lancia l’allarme: “Siamo in una crisi molto grave, ma non percepita come tale. Se non si risolve la questione dello Stretto di Hormuz, i problemi saranno giganteschi”.

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