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Referendum, la delusione degli industriali veneti: «Siamo in balìa dell’Italia che si lamenta ma non cambia mai»

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di Martina Zambon

Parla Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est: «I tempi infiniti della giustizia restano un deterrente per chi vuole investire in questo Paese»

Paola Carron, alla giuda di Confindustria Veneto Est, esprime la sua delusione per l’esito del referendum per la riforma della Giustizia.

Presidente, lei era a favore del Sì che ha vinto in Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia ma è stato sonoramente bocciato, cosa la convinceva della riforma?
«Premetto che il tema era indubbiamente molto tecnico ma, su tutto, mi convinceva la questione della separazione delle carriere, un argomento sicuramente importante e cruciale. Penso sia importante che operatori economici e comunità in generale possano fare affidamento su una giustizia efficiente ed efficace. Parlando con tanti colleghi che hanno vissuto sulla loro pelle situazioni che hanno avuto risvolti giudiziari ho ascoltato storie di assoluzioni arrivate troppo tardi, in alcuni casi l’azienda coinvolta aveva già dovuto chiudere i battenti. Non è un caso se a favore si sono espresse regioni come Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, parliamo di regioni che incidono molto sul Pil nazionale. È evidente che c’è voglia di fare le riforme in un Paese che altrimenti è destinato a rimanere

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