di Valentina Iorio
Pil italiano a +0,5% se il conflitto in Iran termina adesso. Economia in stagnazione se si protrae fino al 2° trimestre del 2026
Se il conflitto in Iran non si protrarrà oltre il mese di marzo, la crescita in Italia nel 2026 sarà dello 0,5%. Il Pil italiano è invece stimato in stagnazione se la guerra si prolunga fino al 2° trimestre di quest’anno, o addirittura in recessione se il conflitto dura fino al 4° trimestre. Sono questi i possibili scenari delineati dal Centro studi di Confindustria nel rapporto di previsione di primavera. Lo scenario base, si evidenzia nel rapporto, è esposto a importanti rischi al ribasso che hanno una probabilità non trascurabile, anche perché le ipotesi sottostanti sono comunque da considerare ottimistiche. Ai rischi al ribasso collegati alla guerra se ne aggiungono altri, legati all’implementazione del Pnrr, a un’eventuale ulteriore svalutazione del dollaro possibilità che anche il taglio dei tassi Fed sia inferiore alle attese. Nell’ipotesi in cui il conflitto si dovesse protrarre fino all’estate, con prezzi superiori a 60 euro/Mwh per il gas e di 110 dollari/barile, le imprese manifatturiere italiane si troverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi l’anno in più in bolletta rispetto al




