
di Lorenzo Nicolao
Il giurista Francesco Palermo: «Troppo poco dialogo con le opposizioni, ma il processo per scongiurare l’immobilismo andrebbe ripreso sin da subito»
Bolzanino laureato all’Università di Trento e senatore dal 2013 al 2018 con il Gruppo parlamentare per le Autonomie, il costituzionalista Francesco Palermo, docente di diritto a Verona e già direttore dell’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research, è il primo ad ammettere il proprio stupore.
Professore, vi aspettavate questo risultato?
«Assolutamente no».
Per l’affluenza o l’esito del referendum sulla riforma della giustizia?
«Per entrambi. La partecipazione è stata superiore rispetto alle previsioni, mentre, sinceramente, non credevo che vincesse il no».
In Alto Adige l’astensionismo è però un fattore cronico…
«In questa provincia il tradizionale disinteresse è stato confermato (38,89% il dato definitivo, ndr) e non mi ha sorpreso affatto. Ciò che non ha ripercussioni dirette e immediate sull’Alto Adige, non viene percepito come un tema rilevante e con conseguenze significative sulla società».
Quindi non prevede conseguenze politiche o scossoni per le maggioranze locali che nella provincia autonoma e nel comune di Bolzano vedono un sodalizio di governo tra Südtiroler Volkspartei e partiti del centrodestra?
«Macché. Alla Svp non è mai importato nulla delle riforme




