
di Andrea Laffranchi
Da De André a Tenco, da Renzo Piano a Beppe Grillo: la rete delle relazioni liguri
Nato a Monfalcone, Gorizia. Non per sbaglio, mamma Rina aveva voluto partorire nella casa di origine, ma artisticamente e umanamente Gino Paoli era Genova.
Genova erano le amicizie, i «Quattro amici» al bar che altri non erano se non l’archistar Renzo Piano, il giornalista Arnaldo Bagnasco e Giulio Frezza, conoscenza dai tempi dell’Accademia delle Belle Arti. Ma anche il rapporto con Beppe Grillo rimasto sincero nonostante le divergenze politiche.
Genova era il centro del mondo da cui è difficile staccarsi come raccontava in «La gatta», metafora della nostalgia per la casa di gioventù a Boccadasse lasciata per cercare fortuna a Roma.
Genova era anche la «scuola genovese». Città di mare, il porto che fa arrivare prima che altrove i dischi dall’America, e che diventa laboratorio per una delle geolocalizzazioni più importanti della canzone italiana: il quartiere Foce, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, è il punto di ritrovo di una generazione di ragazzi con il sogno della musica. Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André, i fratelli Reverberi e, appunto Gino Paoli.
Scuola sì,




