
di S.Mor.
In un recente studio l’Unicusano dimostra come l’incontro tra api e turismo possa generare benefici concreti per ambiente, comunità locali e viaggiatori
L’apiturismo è uno dei nuovi trend di vacanze scelto dagli italiani. Non è un caso se oggi ben sette persone su dieci decidono di trascorrere le ferie immersi nel verde e circondati dal ronzio delle api, come mostra lo studio Beekeeping and Tourism: A Dual-Conditions Framework for Regenerative Tourism condotto da Alessandra Vitale e Marco Valeri (Università Niccolò Cusano) e Shekhar Asthana (Jindal Global University). I tre docenti hanno dimostrato come l’incontro tra api e turismo possa generare benefici concreti per ambiente, comunità locali e viaggiatori, in un’Italia che si distingue per l’elevata qualità e biodiversità con oltre 60 varietà di miele e una produzione in costante crescita. In particolare, tra le Regioni spiccano il Piemonte con oltre 3mila tonnellate prodotte all’anno e la Calabria con poco più di 2mila tonnellate.
L’apiturismo si configura come un segmento capace di integrare agricoltura, tutela ambientale ed economia esperienziale. Le attività possono includere visite agli apiari, laboratori didattici, degustazioni guidate, percorsi sensoriali, esperienze immersive nella natura e iniziative di educazione ambientale. «La rigenerazione si vede quando l’apiturismo non si




