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Ian Callum a ruota libera: “Le Jaguar devono essere belle”

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Se c’è un uomo che ha plasmato il volto dell’automobilismo britannico negli ultimi trent’anni, quell’uomo è Ian Callum. In una recente e intima intervista (guarda il video più in basso), l’ex capo del design Jaguar (e “matita” dietro capolavori come l’Aston Martin DB7) ha ripercorso una carriera fatta di sogni d’infanzia, battaglie ingegneristiche e una ricerca ossessiva per la bellezza.

IL “SALVATAGGIO” DI ASTON MARTIN E IL SEGRETO DELLA DB7

Uno dei passaggi più clamorosi riguarda la DB7 (foto qui sotto). Callum rivela che l’auto che ha salvato l’Aston Martin dal fallimento era nata, ironia della sorte, come un progetto Jaguar basato sulla piattaforma XJS. Quando la casa del Giaguaro decise di non procedere (per una sorta di “orgoglio interno”), il progetto fu destinato all’Aston. Senza quella mossa, probabilmente, il marchio di Gaydon oggi non esisterebbe più.

JAGUAR: LA LOTTA CONTRO IL “RETRÒ”

Entrato in Jaguar nel 1999, Callum si è trovato a gestire modelli come la X-Type e la XJ, che considerava troppo ancorati al passato. “Era diventata un’azienda per vecchi”, spiega, ricordando come la sua missione fosse riportare il marchio allo spirito ribelle e ‘cool’ degli anni ’60.

La F-Type (foto qui sotto) rappresenta l’apice di questa filosofia: una vera sportiva

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