
di Silvia Morosi
Il cantante dedicò alla piccola gatta siamese uno dei suoi successi più famosi: l’animale abitava con lui e la prima moglie in una soffitta di Boccadasse. Lo salvò anche da una perdita di gas nell’appartamento
«C’era una volta una gatta che aveva una macchia nera sul muso» è l’incipit di una delle più celebri canzoni scritte e interpretate da Gino Paoli nel 1960. In quel brano l’artista – morto a Genova il 24 marzo 2026 a 91 anni – ricorda il periodo vissuto, ancora giovane e lontano dal successo, insieme alla siamese «Ciacola» in una minuscola soffitta del quartiere di Boccadasse, affacciata sulla spiaggia.
“La gatta” di Paoli è davvero esistita, ed era molto amata dall’autore e dalla prima moglie. Fu lo stesso cantante a raccontare che, quando fu costretto a trasferirsi in un appartamento più grande dopo aver raggiunto il successo («Ora non abito più là, tutto è cambiato, non abito più là, ho una casa bellissima…»), l’animale morì poco tempo dopo (per un’occlusione intestinale legata a un bolo di pelo).
Ciacola (che in dialetto veneto significa «chiacchiera») fu regalata a Paoli: mentre lui scriveva o dipingeva, lei spesso restava sdraiata vicino o sopra di




