
di Adriana Logroscino
Nel partito, che deteneva la bandiera della riforma della giustizia in nome di Silvio Berlusconi, il 18% ha votato no e il 32% si è astenuto. Mulè: «È il momento di sentire i territori»
È andata male e non se lo nascondono. Dentro Forza Italia, il partito che della riforma della giustizia deteneva la bandiera, in nome di Silvio Berlusconi, la delusione è cocente. E i dirigenti oscillano tra la rabbia – contro chi non ha fatto abbastanza, in qualche caso, per non aver interpretato la sfida in senso politico ma troppo tecnico, in qualche altro – e ragionamento. «Non è una nostra sconfitta, abbiamo fatto tutto il possibile, in gioco c’era tutt’altro rispetto alle norme su cui si votava. Non ci faremo travolgere», giurano.
Il leader ha affidato la sua riflessione a un video sui social. «Ci inchiniamo alla volontà del popolo sovrano – dice Antonio Tajani, riprendendo il concetto espresso poco prima da Giorgia Meloni -. Abbiamo fatto tutto il possibile. Per il governo non cambia nulla». Per il governo no, ma dentro Forza Italia?
«Abbiamo fatto tutto il possibile» è quello che dicono anche tutti i luogotenenti del segretario




