
di Thomas Bendinelli
La mobilità condiziona più della situazione mondiale. Per il 42% delle imprese intervistate servono politiche di accesso più flessibili, mentre il tema dei parcheggi continua a essere indicato come decisivo per la tenuta delle attività economiche.
Più della congiuntura economica, oggi a preoccupare il terziario bresciano è il modo in cui la città cambia e come questi cambiamenti incidono sulla vita quotidiana delle imprese. A osservarlo è l’ultima indagine di Confcommercio Brescia realizzata con Format Research. Sul piano economico prevale una cauta stabilità: nel secondo semestre del 2025 il clima di fiducia delle imprese bresciane è leggermente migliorato, anche se lo scenario internazionale continua a pesare sulle aspettative. Le tensioni geopolitiche alimentano prudenza, soprattutto per il timore che un eventuale peggioramento della guerra possa riflettersi rapidamente sui consumi e sui costi di gestione.
Anche il credito resta osservato speciale: la domanda rimane stabile, ma le condizioni vengono percepite come un po’ meno favorevoli rispetto ai mesi precedenti. Il nodo vero, però, è sull’accessibilità dei mezzi privati (soprattutto nel capoluogo). Per il 42% delle imprese intervistate servono politiche di accesso più flessibili, mentre il tema dei parcheggi continua a essere indicato come decisivo per la tenuta




