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Referendum Giustizia 2026: tutto quello che c’è da sapere prima di votare

Guida completa al referendum sulla giustizia: separazione delle carriere, sorteggio CSM e Alta Corte. Scopri cosa cambierebbe se dovesse vincere il «SI» e perché non serve il quorum.

L’immagine è quella di un’urna che attende, immobile, in cinquemila sezioni sparse per il Paese. Non è la solita chiamata alle armi elettorale; è un silenzioso corpo a corpo con la Carta Costituzionale. Domenica 22 e lunedì 23 marzo, l’Italia si siede al tavolo di una partita che non ammette pareggi, dove il mazzo di carte è stato rimescolato da una riforma che promette di cambiare i connotati all’ordine giudiziario.

A differenza dei referendum abrogativi, qui non c’è l’ansia del quorum: la legge non richiede una partecipazione minima del 50% più uno degli elettori per rendere valida la consultazione. Si tratta di un referendum confermativo ex articolo 138, dove il silenzio di chi resta a casa non ha potere di veto. Anche se andasse a votare una sola persona, il suo “Sì” o il suo “No” scriverebbe la storia, rendendo ogni singola scheda un peso determinante per il futuro delle istituzioni.

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Il cuore della contesa batte su tre binari che corrono paralleli verso un orizzonte

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