Un voto «storico» dell’Onu isola l’Iran: grazie agli arabi. È un raro momento in cui il campo di battaglia si sposta dalle mappe militari alle aule della diplomazia globale. È un segnale importante per chi crede nel diritto internazionale, e nel multilateralismo. A Palazzo di Vetro si è registrata una maggioranza vastissima, con pochi precedenti storici, su una risoluzione presentata dal Bahrein, a nome di tutti gli Stati che appartengono al Consiglio del Golfo. Cioè tutti gli Stati arabi, senza l’Iran. La mozione araba che ha ottenuto un consenso enorme sia al Consiglio di Sicurezza sia, soprattutto, nell’Assemblea Generale, è una condanna inequivocabile del regime di Teheran, dei suoi attacchi militari e del suo attentato alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz (libertà che è un pilastro del diritto internazionale fin dall’Ottocento).
In una prima fase è il Consiglio di Sicurezza (dove il Bahrain in questo periodo è un membro di turno, uno di quelli che si avvicendano a rotazione) ad aver approvato la risoluzione che chiede l’immediata cessazione degli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo e la Giordania. Il voto — 13 favorevoli, con Russia e Cina astenute — illumina un dato politico: l’Iran appare più isolato




