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Banche, investimento di 6,3 miliardi per farle andare più veloci (anche nelle pratiche di successione)

di Alessandra Puato

«Con l’intelligenza artificiale più efficienza nei servizi per i clienti», dice Romano Stasi, segretario generale di Abi Lab. L’impatto delle fusioni. Il Forum a Milano

Effetto fusioni. Nel 2025 l’investimento complessivo delle banche italiane per la tecnologia e l’innovazione resta stabile rispetto al 2024. «Si assesta sui 6,3 miliardi», dice Romano Stasi, segretario generale di Abi Lab, il centro di ricerca e innovazione promosso dall’Associazione bancaria italiana che aggrega oltre 120 banche e 70 aziende It. È la stessa cifra dell’anno precedente. Gli istituti di credito investono meno? «No, anzi: i grandi gruppi, soprattutto, continuano a spingere sull’innovazione», dice Stasi. Il fatto è che «con le aggregazioni si generano sinergie. La conseguenza è l’ottimizzazione della spesa».
In sostanza, i nuovi gruppi investono cifre che non sono la somma di quanto investirebbero le singole banche prima dell’aggregazione, perché in genere si evita di duplicare i servizi informatici.
Il 25 e 26 marzo si terrà a Milano il Forum annuale di Abi Lab sull’innovazione e si parlerà anche di questo. Altri temi, oltre all’intelligenza artificiale: la resistenza agli attacchi informatici, l’efficienza dei processi, la migrazione dei sistemi sul cloud, che dovrebbe portare a una banca più veloce

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