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Larry Fink, l’allarme sull’Ai: «Può aumentare la disuguaglianza, il risparmio gestito aiuta i lavoratori»

di Federico Fubini

Nella lettera agli investitori l’ad di Blackrock: il vecchio modello di capitalismo globale si sta sgretolando, servono investimenti nel lungo termine

L’intelligenza artificiale «è qui per restare» ed «centrale nella competizione fra gli Stati Uniti e la Cina», scrive Larry Fink nella sua lettera annuale agli investitori. L’amministratore delegato e fondatore di Blackrock, la prima società al mondo di gestione del risparmio e investimento con 14 mila miliardi di dollari amministrati al 31 dicembre scorso, non rinuncia al suo ottimismo di fondo e alla sua fiducia nei benefici dell’economia di mercato per la società.

La lettera agli investitori

Ma nella lettera uscita questa mattina avverte sui rischi che l’attuale rivoluzione tecnologica, centrata sull’intelligenza artificiale, aumenti le diseguaglianze patrimoniali invece di creare nuove opportunità come può e dovrebbe fare. «Quanto la capitalizzazione di mercato cresce ma il controllo delle azioni rimane fondato su una base ristretta (di investitori, ndr), la prosperità può apparire sempre più lontana a quelli che restano fuori», scrive Fink, che di recente è stato anche confermato presidente del World Economic Forum. «Esiste il rischio concreto che l’intelligenza artificiale possa ampliare la disuguaglianza di ricchezza se la proprietà non si estenderà di pari

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