
di Stefano Montefiori
Il socialista Emmanuel Grégoire – col 51% – respinge l’assalto di Rachida Dati nella capitale. Senza l’aiuto di Mélenchon
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Il nuovo sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, arriva all’hôtel de ville per festeggiare la vittoria in bicicletta, a cavallo di una Velib’ simbolo della trasformazione della capitale in questi 25 anni di governo socialista: da città sommersa dalle auto, a leader europea delle piste ciclabili. Un destino spesso oggetto di scherni e parodie degli avversari, la città dei bobo, i bourgeois-bohème tutti bicicletta e quinoa (radical chic si direbbe in Italia), mille volte dileggiata sui social media con l’hashtag #saccageParis che denunciava topi, sporcizia e mobilità nel caos.
Ma il bilancio di Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo non è poi così dispiaciuto ai parigini, se il vicesindaco uscente Emmanuel Grégoire, che ne rivendicava l’eredità, è stato largamente eletto con oltre il 51 per cento dei voti davanti alla sfidante di destra Rachida Dati, che si era dimessa da ministra della Cultura per tentare la conquista della capitale dopo essere stata, per anni, in consiglio comunale, la più dolorosa spina nel fianco per Anne Hidalgo.
«Penso ai più deboli, penso




