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Alessandro Martire, il giro del mondo (col pianoforte)

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di Candida Morvillo

Il pianista e compositore comasco, 33 anni, suona nei posti più belli del pianeta. «La mia sfida? Portare lo strumento costruito ad hoc in luoghi estremi»

Alessandro Martire ha portato la sua musica nei posti più belli del pianeta e fra i meno accessibili, se si tratta di arrivarci con un pianoforte: il Charyn Canyon in Kazakistan, il deserto dei Pinnacoli in Australia, le guglie del Duomo di Milano…

Il suo quinto album, Places of Music – Postcards from Soul, di Warner, l’ha presentato a Londra: «Sono cartoline interiori scritte per dare voce ai luoghi – spiega -, come Ice Hills, coi suoni di cascate e geyser dell’Islanda. C’è anche il video: il luogo m’ispira e diventa palcoscenico».

Questo compositore giramondo di 33 anni è nato a Como, si è perfezionato al College of Music di Berklee, ha scelto di vivere in un paesino di mille abitanti sul lago natio, a Pellio, in Val d’Intelvi. Qui, in pieno Covid, ha creato uno strano, aerodinamico pianoforte, Waves, che ora è sempre con lui, spesso trasportato in elicottero o smontato e rimontato per entrare in posti come le grotte di Frasassi, trecento metri sotto

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