
La nave Arctic Metagaz in balia delle correnti a circa 40 miglia nautiche dalle acque libanesi
(LaPresse) Una petroliera russa è senza equipaggio e alla deriva nel Mediterraneo da oltre due settimane. Le immagini diffuse dall’ONG Sea-Watch mostrano la nave Arctic Metagaz in balia delle correnti a circa 40 miglia nautiche dalle acque territoriali libiche. L’imbarcazione trasporta gas naturale liquefatto e farebbe parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, utilizzata per aggirare le sanzioni internazionali legate alla guerra in Ucraina.
Secondo quanto riferito, la petroliera sarebbe stata gravemente danneggiata all’inizio del mese in un presunto attacco con droni marini vicino a Malta. Mosca accusa Kiev, che però non ha rilasciato commenti. A preoccupare le autorità è soprattutto il rischio ambientale. A bordo si troverebbero circa 450 tonnellate di olio pesante e 250 tonnellate di gasolio, oltre a una quantità incerta di GNL. Al momento non risultano perdite, ma il pericolo di una fuoriuscita resta concreto. Secondo la Protezione Civile italiana, la nave potrebbe raggiungere le coste libiche entro pochi giorni, spinta da venti e correnti favorevoli. Un’altra incognita riguarda l’eventuale impatto con infrastrutture offshore, anche se al momento non risultano piattaforme nelle vicinanze. L’intervento diretto spetterebbe alle autorità libiche, ma l’Italia ha già offerto




