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Mario Monti e fischi al funerale di Bossi: «Per lui ho grande rispetto. Nel ’95 mi voleva premier, ma Berlusconi si oppose»

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di Claudio Bozza

Il senatore a vita: «Qualcuno è rimasto sorpreso nel vedermi a Pontida, ma ci tornerei di certo. Il fondatore della Lega ha fatto politica per le proprie idee, non per interesse personale»

I fischi arrivano mentre attraversa la folla a Pontida. «Vergognati», «vai via», «venduto». Tra i presenti, oltre alla ministra Daniela Santanchè, nel mirino finisce anche il senatore a vita Mario Monti, arrivato per l’ultimo saluto a Umberto Bossi.

Professor Monti, se lo aspettava?
«Ci tornerei senza esitazioni. Fa parte delle cose, non mi ha fatto grande effetto. Forse qualcuno è rimasto sorpreso nel vedermi lì. Diversi leghisti, e pure Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, sono poi venuti a chiedermi scusa e a ringraziarmi. Non è successo solo a me. Ci sono stati cori anche contro altri, Salvini in primis. E devo dire che non mi sarei mai aspettato un accostamento giornalistico tra me e Santanchè, anche se per motivi diversi…».

Perché ha deciso essere ai funerali del Senatùr?
«Ho forte rispetto per chi dedica la vita alla politica, non per interesse personale ma per affermare le proprie idee, anche quando sono lontane dalle mie. L’essenza di Bossi era questa. E questo rispetto

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