
di Silvia Madiotto
Ancora centinaia di distributori non si adeguano. La Cgia: «Il conto lo pagano le imprese»
Non è un miraggio. Davvero ci sono, oggi, distributori di carburanti con prezzi quasi identici a quelli pre-guerra in Iran. Benzina a 1,5 euro al litro e diesel a 1,8: un miracolo di questi tempi. Così gli automobilisti che se ne sono accorti per primi si sono messi in coda per fare il pieno e diverse pompe Eni, in tutto il Veneto, sabato sera erano rimaste senza scorte: tutto esaurito per eccesso di clientela. Succede anche questo nei giorni dei rincari, mentre il decreto-carburanti del governo abbassa i prezzi ma non quanto ci si sarebbe aspettato: il taglio medio è di 16 centesimi, doveva essere di 24 nelle previsioni di Palazzo Chigi con l’intervento sulle accise. E per chi si sposta con il motore diesel si trova spese sempre più salate. «A pagare il conto, purtroppo, saranno soprattutto piccoli autotrasportatori, taxisti, bus operator, Ncc e agenti di commercio», interviene la Cgia di Mestre. Insomma: il peso maggiore sarà per chi, per lavoro, macina chilometri d’asfalto.
La crescita dei prezzi del carburante
Stefano Bittante, fondatore del sito e dell’app prezzibenzina.it, ha




