
La Siria è da sempre un granaio del Medio Oriente. Ora è polverosa, asciutta, ma soprattutto ricattabile
In Europa, per farci la doccia consumiamo in media 75 litri d’acqua. Poi c’è lo sciacquone, l’acqua per le mani, per sciacquare i piatti, far andare la lavastoviglie, la lavatrice, cucinare, annaffiare le piante. Sono circa 150 litri a testa ogni giorno. In America il consumo sale a 400 litri. E in Siria? Sedici milioni di abitanti, il 70% della popolazione, non arrivano ad avere a disposizione 30 litri al giorno. Meno della metà di quel che in media usiamo per una singola doccia. Governo, agenzie Onu e Ong lavorano per colmare questo gap per l’intera popolazione. In prima linea c’è Oxfam, specializzata in tutto il mondo, proprio per portare acqua salubre nelle zone più svantaggiate.
Ad Hila, un villaggio sunnita poco lontano da Damasco, il Corriere ha visitato una delle decine di scuole per agricoltori organizzate per insegnare anche ad ottimizzare il consumo dell’acqua. L’iniziativa è particolarmente significativa non solo perché riesce ad aumentare i raccolti con l’acqua a disposizione, ma anche perché intacca pregiudizi consolidati. Fatima, una giovane agronoma




