di Adriano Barrì
Le dinamiche della Borsa italiana ricordano quanto successo dopo il conflitto in Ucraina Da Unicredit a Enel fino a Ferrari ecco chi è stato più reattivo. E nei prossimi mesi…
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha riportato il Brent stabilmente oltre i cento dollari al barile, trascinando le Borse europee in territorio negativo e riportando l’indice Ftse Mib poco sotto i 45 mila punti con un saldo da inizio anno di appena meno 1%. È uno scenario che ricorda da vicino quello successivo all’invasione russa dell’Ucraina: una crisi energetica innescata da un conflitto, un’ondata di avversione al rischio sugli indici, e poi, a distanza di qualche mese, un rimbalzo selettivo che ha premiato alcuni titoli molto più di altri. Un gruppo eterogeneo, lusso, infrastrutture digitali, banche, auto, assicurazioni, accomunato da una dinamica ricorrente: nella fase più acuta della crisi precedente il mercato lo aveva forse penalizzato oltre misura rispetto ai fondamentali, e quando la pressione si è allentata il recupero è stato rapido. Corsi e ricorsi storici che L’Economia del Corriere, cerca di sintetizzare.
Oil & gas: chi si è distinto
Si tratta di una rassegna di titoli dell’Ftse Mib ordinati per la




