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Guerra in Iran/1: Israele, diciassette anni di attesa e la missione di una vita. Ma la Bomba è ancora lì e Bibi non vuole mollare

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di Davide Frattini

Gli obiettivi di Israele, le previsioni del premier Netanyahu: la guerra potrebbe finire prima di quando la gente pensi.

Chi sta vincendo (e come): una guerra e tre verità/1

DAL NOSTRO INVIATO
TEL AVIV – Proclama che i raid hanno «demolito la capacità degli ayatollah di produrre missili balistici e arricchire l’uranio». Erano tra gli obiettivi principali posti da Benjamin Netanyahu per l’operazione Ruggito del Leone. Eppure il primo ministro israeliano non rinuncia a vagheggiare di un cambio di regime a Teheran, anche se ammette che «sarebbero necessari gli anfibi sul terreno». Di quale esercito non dice e neppure se pensi piuttosto alle scarpe dei civili iraniani, che dall’inizio incita a rivoltarsi contro il sistema repressivo. Un messaggio diplomatico dagli israeliani agli americani – ha rivelato il Washington Post – avverte però che «i dimostranti verrebbero massacrati in strada», informazione che non impedisce al premier di insistere per la rivolta.

Il programma atomico

È dal 2009, da quando è tornato al potere e ancora ci resta, che Netanyahu promette di chiudere la questione della Bomba iraniana, la considera la missione esistenziale, per sé e per il Paese che governa. I dodici giorni di raid lo

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