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Diventa un’opera lirica la passione tra Callas e Pasolini che «rischiò» di sfociare in matrimonio

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di Giuseppina Manin

Al Teatro Municipale di Piacenza Carmela Remigio interpreta la cantante, mentre Bruno Taddia è l’intellettuale

Si era parlato d’amore, di fidanzamento, persino di matrimonio. E non per sola questione di gossip. L’ultima sera delle riprese di Medea , estate 1969, tra brindisi e falò sulla spiaggia di Grado, Pasolini aveva regalato a Maria Callas un anello prezioso, un’antica corniola incastonata all’uso romano, baciandola sulle labbra davanti a tutti. Baci e tenerezze immortalati in molte foto. I due non si nascondevano, sempre insieme anche fuori dal set: gite a Venezia, vacanze in un’isola greca, lui che la presenta alla madre e la madre, Susanna Colussi, fino allora unica depositaria dell’amore di Pier Paolo, che dichiara: «Callas è la sola che mio figlio può sposare».

«Ce n’era abbastanza perché una creatura ingenua e desiderosa d’amore come Maria si convincesse che il suo innamoramento per quell’uomo geniale e gentile fosse ricambiato. Che Pier Paolo avesse fama di omosessuale, non le importava» racconta Carmela Remigio, soprano capace di unire doti vocali e attoriali non comuni, ora nei panni della mitica soprano nella nuova opera, Cronaca di un amore. Callas e Pasolini, dal 27 marzo al Teatro Municipale

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