di Marta Serafini
Tra i tank che hanno combattuto la guerra del Golfo e militari che non fanno una licenza da due anni
DALLA NOSTRA INVIATA
FRONTE DI ZAPORIZHZHIA – Sul comodino, due barattoli di integratori e una bomba a mano. La neve si è sciolta da poco e il campo base degli incursori della 225esima è ancora immerso nel fango ma la temperatura sta salendo. «Abbiamo respinto gli assalti del nemico per tutto l’inverno. Ne abbiamo uccisi in media 20/30 al giorno».
Butta il fucile per terra, Anton. E si toglie il giubbetto anti-proiettile. Ha 22 anni e il fisico di un lottatore pronto a spezzarti un braccio solo con lo sguardo. Sta preparando lo zaino per il corso di addestramento da testa di cuoio. «I russi sono degli sfigati, hanno i giubbetti anti-proiettile talmente pesanti con le piastre di ferro che quando li attacchiamo se li tolgono per scappare. E poi non hanno rispetto di sé stessi. Molti di loro non sanno nemmeno perché e dove stanno combattendo».
Anton è volontario. Sopra la branda ha appeso la bandiera americana e la scritta God Bless America. La testa, ancora quella di un ragazzo che crede forte




