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Guerra in Medio Oriente, stretto di Hormuz e bolla AI: la tempesta perfetta che minaccia i mercati

di Danilo Taino

Energia, tecnologia e politica monetaria si intrecciano in uno scenario fragile: tra shock geopolitici e timori di stagflazione, la stabilità dei mercati è sempre più incerta

Non stupisce che i mercati, da quello del petrolio alle Borse fino ai titoli di Stato, siano volatili, ovviamente. Anzi, visti i punti di crisi del momento, potrebbero esserlo molto di più. La grande domanda che si pongono gli investitori, che non ha risposta, riguarda le intenzioni e la «resistenza» di Donald Trump: andrà fino in fondo, in Iran, avrà i nervi saldi per continuare quella che è ormai una guerra aperta con Teheran, e avrà le munizioni sufficienti per sostenere il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz, la cui rilevanza ha sottovalutato?
Il presidente americano dice che una breve instabilità dei mercati vale la pena di sopportarla di fronte alla stabilizzazione di lungo periodo del Medio Oriente e del mercato dell’energia che si creerebbe se l’Iran fosse ridotto a non essere più la minaccia della regione. Ma nessuno è certo che mantenga questa linea a lungo.
 Il principale punto chiave che guardano i mercati è lo Stretto di Hormuz, la porta del Golfo Persico dalla quale di solito

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