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Un italiano su quattro (il 23% per la precisione) non adotta cani o gatti per ragioni economiche. Troppo alti i costi di mantenimento, anche se ci si limita alle spese essenziali, che si traducono di fatto in cibo di adeguata qualità e controlli veterinari regolari. Al resto dovrebbero sopperire l’affetto e la forza della relazione. Di gadget, cappottini firmati, ciotole e cucce di design si può insomma anche fare a meno. Eppure, anche senza considerare lussi ed eccessi, per molte famiglie la compagnia di un animale non può essere considerata un diritto, bensì un privilegio. Lo conferma anche quel 10% di persone che un cane o un gatto già lo avevano e che sono stati costretti a cederlo perché non lo riuscivano più a mantenere.
Sono due dati che spiccano nel Rapporto sull’impatto economico e sociale degli animali domestici presentato nei giorni scorsi a Roma dalla Lav. Che è stato l’occasione per rilanciare la richiesta di interventi per la riduzione dell’Iva sul pet food e per il suo azzeramento sulle visite veterinarie. Un tema




