
di Guido Olimpio
L’Iran ha provato a colpire l’isola di Diego Garcia con due missili: ecco perché e cosa può significare
Sottoposto ad attacchi sempre più massicci l’Iran replica su bersagli lontani, simbolici e importanti. L’isola di Diego Garcia è uno dei questi: si spiega anche così il tentativo di colpirla con due missili. Secondo il Wall Street Journal uno è finito in mare, il secondo è stato intercettato dalla difesa.
La divisione aerospaziale dei pasdaran potrebbe aver usato i Khorramshahr 4 o un modello analogo. L’atollo dell’Oceano Indiano, che ospita la base anglo-americana, è ad una distanza considerevole: circa 4 mila chilometri dal territorio iraniano, ossia due volte il raggio d’azione dei missili a disposizione di Teheran. Secondo un’ipotesi di un esperto i tecnici hanno ridotto al minino la testata bellica in modo da poter raggiungere il target. A meno che non siano riusciti già ad allungare la sua portata. Una terza ipotesi avanzata dagli osservatori è la conversione di vettori spaziali a fini militari.
GUERRA IN IRAN, LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA
Agli iraniani non interessava tanto fare danni quanto dimostrare di arrivare «lontano». Una ripetizione su scala maggiore di quanto è avvenuto




