Negli Stati Uniti il mondo del mangiare fuori casa è sempre più diviso: da una parte McDonald’s che riporta i prezzi verso il basso per riconquistare il ruolo di “fast food economico”, dall’altra un’onda di ristoranti – soprattutto in formato full service – che potrebbe chiudere entro fine anno. Per il consumatore americano, il messaggio è chiaro: pranzo e cena fuori stanno diventando più selettivi, con grandi catene che cercano di tornare a essere davvero “affordable” e tanti locali indipendenti costretti a fare i conti con affitti elevati, costi di gestione e inflazione alimentare.

Usa, ristorazione a due velocità: catene low cost in crescita, locali tradizionali in difficoltà
McDonald’s torna alla guerra del prezzo
È proprio lungo questa linea che, nei primi mesi del 2026, McDonald’s ha accelerato sulla leva del prezzo. Nelle scorse settimane ha infatti annunciato una serie di iniziative che riducono il prezzo medio, entrando di fatto nella guerra al valore: combo-meal con sconti fino al 15% rispetto al costo dei singoli articoli, un “$5 Meal Deal” ampliato e, a partire da aprile, una linea di prodotti a 3 dollari o meno, con la colazione fissata a 4 dollari.




