
Con la guerra in Medio Oriente e il gas che manca e rincara potrebbero rientrare in funzione le centrali Enel a Brindisi e Civitavecchia. Il Mase prepara il decreto
Le centrali di Brindisi e Civitavecchia
Ma dove e chi produrrà con il carbone? Due sono le centrali rimaste a disposizione e non ancora chiuse: quella di Brindisi e di Civitavecchia dell’Enel. Sono state tenute in «riserve fredda», il che significa che sono manutenute e hanno rifornimenti di materia prima. «Per riaccenderle – ha spiegato Pichetto – basta un decreto». Dunque, sarà un decreto del Mase che dettaglierà i tempi e le modalità. Il provvedimento «salvaguardia del carbone» era atteso già nel Consiglio dei ministri del 18 marzo che ha deciso le misure sui carburanti, ma alla fine non è entrato. Secondo Pochetto, le due centrali possono superare anche i 10 terawattora di produzione (il nostro Paese consuma circa poco più di 310 TWh all’anno). Resta da definire la parte tecnica e per questo è in corso un dialogo con l’Enel «per capire come riuscire a mantenere questi due impianti per un certo periodo senza smantellarli e tenerli lì di riserva. Si tratta di fare la guardiania e la manutenzione ordinaria».
L’uso del




