
di Bepi Castellaneta
I tre fratelli Sisto non hanno le stesse idee sul Referendum. Alessandro si allinea con il più famoso fratello Francesco Paolo, senatore Fi e viceministro alla Giustizia, votando Sì, diversamente da Onofrio decisamente per il No
Dalla divisione delle carriere alla divisione delle famiglie. Almeno così è, giuridicamente parlando, se di mezzo c’è il referendum sulla riforma della giustizia. Al punto che, mentre il viceministro Francesco Paolo Sisto è impegnato in un serrato rush finale della campagna a favore del Sì in giro per l’Italia, alternando interventi televisivi in punta di diritto ad arroventati confronti a colpi di fioretto (e anche spada, per la verità), il fratello Onofrio, avvocato molto conosciuto, si prodiga con altrettanto impegno e non lesina sforzi per sostenere le ragioni del No. Tanto più adesso che si avvicina l’ora del verdetto delle urne.
Ma non è tutto. Perché al dibattito prende parte il terzo fratello Sisto, Alessandro, noto penalista, deciso a votare Sì sulla base di convinzioni «rigorosamente tecniche», come tiene a precisare.
E così, comunque vada a finire, il risultato di questo derby giuridico tutto in famiglia pende dalla parte del viceministro. Che, aspettando l’esito delle urne, non nasconde




