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Né disdette né nuove prenotazioni: la guerra congela viaggi e vacanze in Toscana

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di Mario Lancisi

Preoccupazione tra gli operatori, Corchia (Federalberghi): rischiamo di perdere metà del fatturato

Paolo Corchia, patron del President, albergo vip di Forte dei Marmi, guarda il mare e sospira: «Noi al Forte siamo gente positiva, ma questa volta è dura… La guerra falcidia le nostre speranze. Per un mese, Pasqua e il ponte di maggio, i numeri tornano, le prenotazioni ci sono, ma se il conflitto dovesse durare e allargarsi, sarebbe una tragedia, rischiamo di perdere anche il 50 per cento del nostro fatturato. Non ci voglio pensare». 

Il numero due degli albergatori italiani sospira, poi allarga lo sguardo e spiega che le prospettive sono un po’ ovunque nere, non promettono niente di buono.

Dal mare a Firenze

Francesco Bechi, presidente di Federalberghi, non snocciola numeri, sono insensati, dice, anche perché molto dipenderà dalla durata della guerra, dalle paure del terrorismo islamico. «Non riceviamo disdette da parte di chi ha prenotato i nostri alberghi, ma neppure nuove prenotazioni. Tutti fermi, a guardare come si evolverà la situazione». 

Una condizione da limbo, sospesa.

Gianfranco Lorenzo, che per il Centro studi turistici sta ultimando una ricerca di mercato per la Regione e il Comune di

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