
di Marco Cremonesi
Nella casa di famiglia del fondatore della Lega
DAL NOSTRO INVIATO
GEMONIO (VARESE) – A prima vista, non c’è nessuna differenza con decine, forse centinaia di altre volte. Sotto il cielo di Lombardia così bello quando è bello, Umberto Bossi lo ripeteva spesso, in una stradina che dal centro di Gemonio scende verso il piano c’è la villa gialla con gli stencil floreali della famiglia. E fuori ci sono i giornalisti. La foto sembra identica a quella di dieci, di vent’anni fa. Appeso al cancello, come tante altre volte, c’è uno striscione: «Saremo per sempre i tuoi Giovani padani». E qui sì, cambia qualcosa: per i distratti, oggi la giovanile del partito si chiama Lega giovani.
La scomparsa del «Capo» non poteva non riaprire ferite mal cicatrizzate. Quelle tra la Lega delle origini e la Lega di oggi, così diversa sotto allo stesso «Albertino» da Giussano. Poco dopo i primi cronisti, arrivano i figli: Renzo, Eridano Sirio e Roberto Libertà. Nella stretta via Verbano non c’è posto per le polemiche. Più tardi si apprenderà che non è prevista una camera ardente e che i funerali del fondatore si svolgeranno a Pontida, dove la sua immaginazione




