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La mostra «Queer nature» spacca la giunta provinciale di Bolzano. FdI: «Ideologia woke». L’assessore ai Musei: «Basta interferenze, la scienza è libera»

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di Chiara Currò Dossi

Scontro tra assessori per le foto sulla «diversità in natura». Il meloniano Marco Galateo parla di «propaganda culturale». Philipp Achammer (Svp): «L’esposizione si basa su fatti documentati»

L’inaugurazione, al museo di Scienze naturali, è in programma mercoledì, ma il dibattito si accende con cinque giorni d’anticipo. A sollevarle è il vicepresidente della Provincia e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Marco Galateo, che definisce la mostra «Queer Nature Photography Awards», «non un semplice approfondimento sul mondo animale, ma l’ennesimo tentativo di rileggere la realtà naturale attraverso una lente ideologica, piegando la scienza a una narrazione politica ben precisa», quella cioè dell’«ideologia woke». Parole alle quali replica, a stretto giro, l’assessore provinciale ai Musei, Philipp Achammer, della Svp: «La scienza è libera, e tale rimarrà. Le interferenze politiche nella libertà museale sono del tutto inammissibili. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, può provare a fare operazioni del genere dall’altra parte dell’Atlantico, ma non da noi».

La mostra

La mostra sarà visitabile da mercoledì fino al 30 giugno, per poi essere trasferita, da luglio a fine agosto, al Planetario dell’Alto Adige di San Valentino in campo. Dieci gli scatti esposti, prodotti da otto artisti provenienti da tutto

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