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Il giudice Domenico Truppa e le ragioni del No al referendum sulla giustizia: «Il tema delle carriere è solo un diversivo. Si vuole alterare il Csm»

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di Andreina Baccaro

Il presidente aggiunto della sezione Gip/Gup del tribunale di Bologna: «Questa riforma non c’entra nulla con gli errori giudiziari. Quelli ci sono e ci saranno perché siamo umani, fallibili»

Il giudice Domenico Truppa, presidente aggiunto della sezione Gip/Gup del tribunale di Bologna, nonché attualmente presidente facente funzione del tribunale del Riesame, è componente del comitato per il No al referendum dell’Emilia-Romagna.

Dottor Truppa, si è conclusa una campagna referendaria dai toni spesso avvelenati, si potevano evitare?
«Abbiamo visto purtroppo una certa veemenza, toni violenti, qualche scivolone, sia nel fronte per il Sì che in quello per il No, fake news, alcune cose che rasentano la volgarità: ci è dispiaciuto parecchio. Io personalmente mi sono sempre sforzato di mantenere il dibattito sui contenuti e sull’aspetto tecnico di una riforma non di immediata comprensione.Ma aldilà dell’esito del voto, la campagna è stata un’esperienza positiva per noi magistrati, per mostrare anche il nostro lato umano. Siamo usciti dai palazzi di giustizia, ci siamo messi in contatto con cittadini, con la società civile per spiegare questa riforma. La partecipazione al dibattito pubblico per noi è stata un’esperienza straordinaria, abbiamo cercato di contribuire a far capire cosa servirebbe per

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