
di Lorenzo Nicolao
Il legale si schiera diversamente rispetto a tanti suoi colleghi: «La riforma non risolverà i problemi della giustizia»
Diversamente da tanti suoi colleghi, l’avvocato Marco Boscarol nutre molte riserve sulla riforma della giustizia, tanto da schierarsi apertamente a favore del No al referendum che richiamerà gli italiani alle urne domenica e lunedì. Dalla separazione delle carriere a quella del Consiglio superiore della magistratura, fino alla scelta dei componenti del Csm e al nuovo organo per la funzione disciplinare. Boscarol chiarisce subito: «Questa riforma non migliorerà l’efficacia dei procedimenti, tantomeno velocizzerà o migliorerà le sentenze. Non previene neanche gli errori giudiziari. Gli elettori vengono presi in giro con dichiarati effetti positivi che in realtà non esistono».
Il nuovo criterio di selezione dei membri del Csm non supererà la logica delle correnti?
«Il sorteggio riflette la logica dell’uno uguale uno, ma è ovvio che non possa essere così. La scelta aleatoria, su una platea molto vasta di magistrati (9.400, ndr) non compenserà i membri laici che, secondo la riforma, saranno estratti da una lista fornita dal Parlamento e quindi coesi, in base alla maggioranza del momento. Assurdo che chi sostiene la riforma dica che un giorno potrà




